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Valeria Ricciardi

 

La vincita di un concorso d’arte alle medie mi costa l’iscrizione all’artistico dalle Orsoline. Di seguito l’Istituto Europeo di Design, dove dopo il diploma, dal 1989 inizio ad insegnare. Da allora per circa diciotto anni sono stata tollerata dai miei allievi in varie scuole di illustrazione tra cui lo IED, ICEI multimedia e l’Accademia dell’illustrazione. Contemporaneamente scarabocchio per l’Armando Curcio Editori, ed in pubblicità con aziende di Roma e dintorni. Imparo per caso l’arte del Troumpe d’oeil e mi diverto molto ad imbrattare muri pubblici e privati. Mi affaccio nell’86 sul mondo dell’editoria per ragazzi e prende finalmente il volo il mio primo progetto dal titolo “Angeli”con la Lapis. Con le Edizioni Pika, Volo Publicher, Deoniane ed altre aziende continuo a delirare su idee e fogli, pubblicando i miei progetti per l’infanzia, mi agito nel mondo della creatività anche collaborando con aziende come, Optimes, TSF , Frame by Frame, LUMSA, PAC, Ministero dell’Ambiente e Link Campus.

 In oltre ho il vizio di generare strani personaggi per l’animazione e storie su cui qualche audace produce demo e mi sto lanciando nella rete con un progetto per l’editoria elettronica on-line.
 Tra un lavoro e l’altro con il mio grande amico Mik sono andata in Tualèt.

Michele Belsanti

 

Fin da piccolo sviluppo un amore morboso per la punteggiatura. Sorpreso da mio padre mentre compivo atti di libidine sulla foto di un punto e virgola, vengo mandato a scuola dai gesuiti. “Così ti raddrizzeranno” disse mio padre, troppo ottimistico. In realtà riescono solo a trasferire la mia libidine dai punti e virgola ai puntini di sospensione, il che,secondo gli psicologi, è un classico. Classico è anche il liceo che finisco prima di andare all’Università è laurearmi in lettere, il che fu un atto dovuto, perché senza le lettere non potevo dare giusto sfogo alla mia amata punteggiatura. Tra l’adolescenza e l’adolescenza (mai raggiunta la maturità, purtroppo) mi innamoravo sempre delle ragazze PUNTIgliose, che poi finivano sempre per dirmi “bisogna che facciamo IL PUNTO del nostro rapporto”. Intanto inizio a fare il pubblicitario, e intanto scrivo racconti, poesie e saggio che pubblico di qua e di là in ordine sparso. Quando incontro Valeria, le faccio leggere una favola per bambini e lei mi dice “non cambierei UNA VIRGOLA”. Figurati! Il mio amore artistico esplode e iniziamo un sodalizio PUNTEGGIATO da favole, filastrocche e racconti. Dopo l’ennesimo rifiuto di pubblicazione di uno di questi, lei dice “tanto vale buttarlo nel cesso”. E lì nasce l’idea di Tualèt.

 

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