Da pochi giorni l’Africa ha fatto un enorme passo in avanti verso la riduzione di un “divide” che non è mai stato soltanto “digital”. E l’ha fatto sia in quest’ultima accezione che in altre, più importanti ma non necessariamente slegate. La rete, infatti, è innegabilmente un fattore di sviluppo importantissimo e tipico dei paesi industrializzati; l’errore è considerarla solamente come conseguenza di questo maggiore livello di progresso e non come strumento. L’errore è nel pensarla come l’acquisto da parte di un paese ricco e potente e non come elemento che contribuisce al consolidarsi e all’accrescersi dello sviluppo. L’Africa ha avuto fino ad oggi delle difficoltà enormi per ciò che concerne l’accesso alla rete, problemi di ricezione di segnale e costi elevatissimi ed improponibili per i singoli utenti. La connessione satellitare però, è stata finalmente affiancata dai risultati di un duro lavoro durato ben due anni: il cavo sottomarino. Si tratta per l’esattezza di un cavo lungo 17.000 chilometri, installato nelle profondità della zona sud-est del continente, con il risultato di collegare via internet Sud Africa, Tanzania, Kenya, Uganda e Mozambico a Europa e Asia. Autrice dell’opera è la società africana Seacom che profetizza “l’alba di una nuova era per le comunicazioni” ed in effetti la speranza e l’intento sono quelli di permettere una crescita dell’industria e del commercio per tutto il continente. Internet avrà una riduzione di costi di circa il 90% e sarà più facilmente accessibile, con la possibilità di espandere l’istruzione a macchia d’olio. Queste sono le possibilità offerte, la speranza è che i Provider non tentino di mettere i bastoni tra le ruote di questo processo pensando unicamente ai loro introiti immediati. Già i lavori sono durati a lungo per via della presenza costante di pirati somali ad intralciarli... Un passo avanti per un paese che ha bisogno di comunicare, di allacciarsi al resto del mondo. Un passo che dovrà esser tanto lungo da arrivare nei villaggi più sperduti, dove il “divide” riguarda beni di ben altro tipo…  |