Internet, lo sappiamo, ha tante virtù. Ma anche alcuni nei. La questione della reputazione virtuale è uno di questi: tramite blog, forum e social network è diventato facilissimo inquinare l’immagine di chiunque, compromettendogli così rapporti sociali e opportunità di lavoro. Da qui l’idea: creare un’assicurazione che difende gli interessi degli utenti anche in un territorio, apparentemente senza regole, di internet. D’altronde sporcare l’identità virtuale di un utente è fin troppo semplice. Basta un video, una foto o anche un racconto reso pubblico da un amico per compromettere pesantemente l’immagine di quella persona agli occhi di tutti. L’intuizione è di Michael Fertik creatore e titolare di ReputationDefender.com, sito con cui il trentenne americano vende i suoi innovativi servizi. Come molte delle invenzioni di grande successo, ReputaionDefender è nata per gioco ma in meno di due anni è diventata una grande azienda con sessanta dipendenti e profitti in costante crescita.
Basteranno dieci euro al mese e chiunque, finalmente, potrà assicurarsi la possibilità di restare “pulito”. Penserà l’assicurazione a difendere la propria reputazione immettendo informazioni positive sul proprio conto e/o ritoccando quelle già presenti.
La giurisprudenza sotto questo profilo è estremamente carente: nonostante si stia da tempo lavorando per stabilire anche su Internet un confine preciso tra la legalità e l’illegalità, la discussione è ancora aperta e latitano proposte soddisfacenti. Da qui nasce il successo di ReputationDefender che sopperisce, ma solo in parte, all’enorme buco legislativo. Un successo reso forte anche dai numeri: solo negli Stati Uniti oltre il 70% degli attuali lavoratori ha ottenuto il proprio posto di lavoro tramite internet e la metà non è stato assunto ho a rischiato di non esserlo per via della proprio identità virtuale, non sempre pulitissima. Meno calcolabili sono le ripercussioni che tale identità può ripercuotere nel mantenimento o nella costruzione di nuove amicizie ma è facile immaginare che con le statistiche di accesso dei vari social network in costante ascesa crescano anche i rischi connessi alla propria vita sociale. Calcolabile invece è il costo per eliminare il problema: dieci euro al mese e passa la paura! 
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