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"Altolà!". You tube censura i video "caldi".

Questione di etica. O forse di opportunità. Il risultato però è lo stesso: You tube, uno dei siti più visitati della rete, ha deciso di bandire ogni tipo di video dal contenuto sessuale e/o violento dal proprio spazio virtuale. Da oggi basterà un’immagine, anche lontanamente riconducibile ad una scena a luci rosse o ad una rissa, per vedersi censurare il filmato inserito.


Strano, verrebbe da pensare. Il traffico di visitatori in cerca di contenuti erotici o cosiddetti sexy conta; infatti, cifre elevatissime di utenti che farebbero gola a parecchi inserzionisti pubblicitari navigano ogni giorno alla ricerca di questi temi. L’ultima relazione pubblicata da Google circa le parole più cercate sul suo motore di ricerca parla chiaro: il termine porno (e i suoi simili) rimane il re tra le parole digitate in rete.


Eppure c’è chi questi video proprio non li gradisce. Si tratta proprio di Google e, in particolare, dei suoi principali finanziatori. La società creata da Larry Page e Sergey Brin ha investito la bellezza di 1,65 miliardi di dollari  acquisendo You Tube nel  2006 e ancora non ne ha tratto i guadagni sperati. Colpa dei suoi inserzionisti che davanti alla possibilità di veder pubblicati i propri banner accanto a video a luci rosse preferiscono rivolgersi a qualcun altro.


Uno smacco, questo, mal digerito dai massimi dirigenti dell’azienda che hanno optato così per la svolta etica. Nulla da eccepire, se non per come questa sia stata pubblicizzata: la tutela dei minori è un valore difficilmente attribuibile ad un sito come You tube, che per lungo tempo ha ospitato video dalla dubbia moralità, ma che può aiutare a “ripulire” la sua immagine sia agli occhi degli sponsor che a quelli dei suoi utenti buoni.


In ogni caso la censura, almeno in questo caso, è eticamente condivisibile anche se non risolve l’annoso problema delle immagini dannose per i minori.  Molto meno condivisibile, invece, la scelta della Rai di tagliare alcune parti del film Brokeback Mountain in onda sul secondo canale la sera dell’8 dicembre. Nonostante le smentite di rito, infatti, (“una serie di casualità ha impedito la messa in onda della versione originale") la decisione presa dai vertici dell’emittente pubblica appare tanto volontaria quanto ipocrita.


Tra veline, letterine e reality show ci potremmo mai turbare vedendo poche e caste immagini di sesso tra due uomini?

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