È stato picchiato, deriso, malmenato, umiliato, schiacciato, mutilato, cancellato, scacciato….ma lui torna sempre, non demorde, ci riprova!
E stavolta lo ha fatto in grande stile: da protagonista di mini-avventure su Italia Uno!
Sì, perché da ieri pomeriggio, alle 17:30 c’è l’appuntamento quotidiano con Cattivik, nero genio del male: due episodi da 7 minuti ciascuno, in cui l’antieroe a forma di melanzana dà il meglio di sé.
Cattivik nasce ufficialmente nel 1965 dal fumettista Bonvi come parodia di criminali professionisti e vincenti del calibro di Diabolik e Satanik, e viene poi riproposto e portato al successo da Silver. Una calzamaglia nera (sempre quella), le fogne più sperdute di Milano come casa, odori sgradevoli e una risata agghiacciante da contorno, il ladro più grottesco e maldestro dei fumetti ha inaugurato nel 1989 una serie tutta sua.
Dai tempi delle prime apparizioni su Tiramolla il ladro pasticcione di strada ne ha fatta, diventando un simpatico amico degli adolescenti grazie ad una serie davvero carina di diari scolastici e strisce divertenti. Vittima del sistema, irascibile e sfortunato, trascorre le sue giornate a poltrire ed escogitare qualche diabolico piano da attuare nottetempo: un martellone di legno, un coltello affilato alto quanto lui, e l’irascibile goccia d’inchiostro parte alla caccia di qualche vecchina indifesa.
Cattivik s’impone al lettore come una vittima del sistema. È amante del cattivo gusto, irritabile e malvagio. Si cela in qualche vicolo buio, si muove solo e silenzioso (almeno negli intenti…), pronto ad irrompere sulla scena con parolacce (censurate) e un linguaggio tutto suo, un dialetto di parole troncate e frasi buffe.
Le puntate televisive, in programma da oltre un anno ma messe in onda solo ora, sono un misto di parodie e citazioni celebri di fumetti famosi (Griffin, Simpson, South Park), politici (Prodi, Berlusconi, Bossi), film e serial televisivi di successo. La breve durata degli episodi è essenziale per poterli posizionare, anche in futuro, in qualunque spezzone del palinsesto, oltre che per apprezzare in modo rapido e diretto le gag e le scenette su cui il cartone si basa. La realizzazione è eccezionalmente in 3D, tecnica inusuale per questo tipo di prodotti che ha però permesso di ridurre notevolmente i costi e i tempi di produzione, almeno a detta dei realizzatori.
Personalmente ho sempre apprezzato le strisce comiche di Cattivik, ed ho sempre pensato che non avesse avuto ancora uno spazio ed un’attenzione sufficienti! Spero, quindi, che il pubblico televisivo di Italia Uno risponda in maniera entusiastica a questa nuova idea e si ritrovi ben presto ad esclamare cose tipo “Mi puzza l’alibi” (sua frase celebre) o a sghignazzare nel suo modo esilarante….”yuk yuk yuk”!
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