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Blog e libertà

Abbiamo parlato varie volte su questo blog di libertà e comunicazione. E di questo andiamo molto fieri. Abbiamo raccontato di come la creatività deve essere libera e di come la rete e internet aiutano a trovare altre strade per esprimersi.I film sulla rete, i fumetti che raccontano di libertà negate,  ecc…


La nostra idea di creatività in Italia è molto legata alla libertà di esercitarla, alla possibilità per tutti di trovare spazio. Ma noi viviamo in un paese “libero”, la rete è libera, la comunicazione non so...ma lasciamo perdere, c’è chi sta peggio di noi. Ci sono molti paesi in cui oltre a non esserci possibilità d’espressione manca in primis la libertà di vivere come si vuole! In questi posti quindi non solo l’espressività viene soffocata ma le persone stesse nella propria quotidianità.
E anche in questo può aiutare la rete. E i blog. I blog: bistrattati, criticati, definiti come pure sfogo emozionale, personale, portatori e trasmettitori di notizie non verificate, perché tutti possono fare un blog e spacciare notizie tramite questo; possono avere anche l’utilità di far parlare chi altrimenti non avrebbe altra maniera di far ascoltare la sua voce. Specie se si vive in un paese con una dittatura più o meno misteriosa e costrittiva.


Così è il blog di Yoani Sanchez, “Generaciòn Y” (la versione in italiano è qui), giovane filologa cubana che racconta la condizione di povertà del suo paese, le difficoltà, le limitazioni di tutti i giorni. Racconta cioè, ciò che non si deve raccontare, e questo non è ben visto dal regime cubano tanto che il suo blog non è visibile a Cuba, ed è online grazie a un server tedesco. Il suo blog ha vinto in questi giorni il premio I Best of the Blogs, che premia i migliori blog internazionali.
I premi, noti anche con un’abbreviazione BoB, vengono assegnati dalla televisione tedesca Deutsche Welle ai blog internazionali che si sono contraddistinti per contenuti, creatività, grafica e usability. Molti dei blog premiati sono legati a  “obiettivi sociali”, come quello di Yoani. Tra i blog premiati c’è un videoblog “Voices of Africa”, fatto da giornalisti che vivono in Africa e raccontano il paese dall’entroterra con i loro smartphones oppure c’è il blog di Zeng Jinyan, moglie del celebre difensore dei diritti umani e dissidente cinese Hu Jia, che descrive la vita di una donna costantemente controllata dall'esercito cinese.
Voci controcorrente, che arrivano via web, quindi quasi sempre in forma scritta, ma che sono grazie alla rete più forti di urla vere. E che mi rendono fiera di lavorare nel web e di portare avanti le possibilità democratiche del web.


Yoani che è stata nominata tra le cento persone più influenti dal Time dà voce alla sua generazione che non ha vissuto la rivoluzione cubana e la sua spinta di cambiamento, ma che ha conosciuto la rivoluzione solo tramite la propaganda che si fa in tutte le scuole di ordine e grado. Per cui lei e suoi coetanei non hanno vissuto il sogno della rivoluzione di Castro e del Che - che la rende ancora oggi un modello per chi crede in certi valori di sinistra - ma solo la quotidianità di un paese che è sempre più povero, dove mancano le cose basilari, dove tutto è difficile…come uscire, viaggiare, andare a ritirare un premio in Spagna o incontrare i propri lettori in un evento gratuito a Ferrara in Italia organizzato dalla rivista (l’Internazionale) per cui si scrive.
Così è la vita per Yoani. Lei che era attesa – anche da me - a Ferrara a ottobre all’ultimo momento non ha ricevuto il visto per uscire da Cuba e l’ha pubblicato scansionato sul suo blog.
Il posto più libero da permessi: la rete e il blog, “ha accolto” le catene della burocrazia e dei permessi rappresentato dal suo visto negato. In una contraddizione del mondo che non ha mai fine

 

yoani

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commenti (3)

Pubblicato da cenerantola 2-12-2008 4:56
Già, contradizione...contraddizione fra la rete vista come veicolo di libertà e di alti contenuti sociali, e come coacervo di tutti i mali. Lieta di sapere che come Yoani, anche voi siete consapevoli che se usata in modo profiquo..potrebbe provare a cambiare il mondo.
Pubblicato da ViolaVic 2-12-2008 5:14
Yoani è un'esempio di come la scrittura riesca a varcare i confini dei pregiudizi, della razza, dei territori vessati e chiusi. una bella segnalazione, grazie!
Pubblicato da SognoRosso 2-12-2008 6:46
Nessun regime dittatoriale,neppure quello dei fratellini Castro,che sarebbe il meno antipatico di tutti,può permettersi di ingabbiare le idee di Libertà! Grazie per il tuo contributo,stupenda Yoani! "VOMITARE&SOVVERTIRE"

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