Anche la politica diventa arte. Prendete i dibattiti tra John Mc Cain e Barack Obama e trasformateli in un remix nel quale le parole si fondono con suoni metallici ed elettronici e immagini, diventando parte di una sorta di sinfonia postmoderna elettorale. E’ Il progetto di Sosolimited, un gruppo di videoartisti statunitensi che hanno concepito la loro idea spinti dalla volontà di attrarre un target diverso di pubblico e alimentare l’interesse intorno ai dibattiti politici, presdentandoli in un nuovo ed accattivante formato. I Sosolimited realizzano così una ri-costituzione di modelli obsoleti e noiosi di fare politica, copevoli molto spesso di allontanare soprattutto i più giovani dalla partecipazione attiva della stessa. Il nome che è stato scelto per questo innovativo progetto è proprio ReConstitution 2008 , con il quale gli artisti, vestiti stile “drughi” di Arancia Meccanica, sfidano la percezione del pubblico dei mezzi di comunicazione e, durante il processo, espandono il valore dei mezzi dai quali il pubblico viene “educato” durante la campagna elettorale.
ReConstitution è stato reso possibile grazie ad un software che permette di catturare campioni di voce, video audio e testo, che vengono analizzati, trasformati e riassemblati in tempo reale prima di essere trasmessi sul grande schermo. Ogni parola pronunciata viene poi catalogata e integrata da immagini create al computer che seguono lo stesso ritmo dei movimenti eseguiti da ciascun candidato, in modo da esaminare il linguaggio del corpo o la scelta dei termini preferiti.
Un progetto a metà fra l’analisi linguistica e Arte dunque, che ha debuttato all’Institution of contemporary Art di Boston, riscuotendo un notevole successo. Dalle ultime elezioni presidenziali, ci sono state numerose e significative ricerche nel campo dell’analisi sintattica che hanno indagato sui modelli di comportamento messi a confronto in contesti politici e non politici. I Sosolimited partono da questo concetto avendo un più sofisticato e sottile approccio all’analisi in tempo reale di linguaggio, video e audio nei dibattiti politici.
E’ affascinante sottolineare come l’uditore partecipi attivamente alla decodifica del dibatttito, essendo stimolato in tuti i suoi sensi: egli guarda l’immagine del politico che parla, contemporaneamente legge le parole pronunciate e ascolta la sua voce reale e quella modificata. Vengono inoltre sottolineate e contate le parole chiave dei discorsi elettorali e la ricorrenza delle stesse. Le parole possono essere addirittura classificate in 3D, e cioè raggruppate a seconda della loro lunghezza: ogni spettatore così, con un colpo d’occhio, può rendersi conto di quale candidato utilizzi parole più lunghe, che vengono estrapolate dal video e formano sul monitor una scultura virtuale.
Le parole diventano dunque forme e colori a seconda dell’intonazione, della lunghezza e del significato, che diventa multiforme, stratificato, denso ma soprattuto visibile, strumento di comprensione profonda per ogni elettore che avrà maggiore consapevolezza per scegliere i propri rappresentanti. E tutto questo grazie all’arte. Non è meraviglioso?
ViolaVic
|