Che buongiorno sarebbe se, alla “Overture” del nostro amico computer non seguisse l’immancabile login sul social network più famoso del momento? Se non potessimo navigare nelle pagine dei nostri amici per vedere cosa scrivono, con chi hanno stretto amicizia, se sono ancora single, se hanno pubblicato nuove foto? Sostanzialmente, la giornata comincerebbe col piede sbagliato se non potessimo farci gli affaracci degli altri.
Giorni fa, mentre mi accingevo alla consueta operazione di voyerismo feisbucchiano, noto con gioia che mi era arrivato un messaggio privato. Apro con trepidazione. L’oggetto è a dir poco inquietante: “Attenzione e…buona giornata a tutti”. La mail me la manda Cristina, eppure è firmata nientemeno che dal fondatore di Facebook Marco Zuckerber (Marco, non Mark, perché è tradotta in Italiota). Da navigatrice navigata, mi rendo immediatamente conto che si tratta di spam della peggior specie, una grossolana “Catena di sant’Antonio” che mi invita a “inviare questo messaggio a 15 altri utenti utilizzando Copia-Incolla” per dimostrare che sono attiva, dato che “Facebook sta diventando molto lento, ed il motivo è che ci sono troppi non-membri attivi”. Poi, la minaccia finale: “Chi non invia questo messaggio entro 2 settimane verrà eliminato senza esitazione “.
Ignoro e cancello la mail e penso che anche Facebook non poteva scampare dalle detestate catene e dai pirati informatici. Scopro inoltre che in fondo me la sono cavata con poco, perché sono ben altri i pericoli che nascondono le mail su FB.
Primo fra tutti è un Trojan, che arriva tramite mail spedite da sconosciuti o da amici già infettati. L’oggetto è accattivante, tipo “Qualcuno pensa che sei speciale e ha una cotta per te. Scopri chi è!”, così se siete ingenui clikkerete su un link che vi porterà dritti dritti a siti esterni a Facebook, dove vi verrà chiesto di aprire un file con estensione .exe. Se lo fate, siate coscienti che l’astuto cavallo di Troia di impossesserà della vostra identità e la modificherà, estendendo i suoi effetti nefasti a tutti i vostri amici, che vi malediranno per sempre.
Un altro pericolo in cui si può incorrere è il Phishing, le cui modalità di intrusione sono simili a quelle del Trojan. Un messaggio contenente un link vi invita a spostarvi su una pagina apparentemente interna a Facebook, dove vi viene chiesto di reinserire la login e password perché possiate visualizzarla correttamente. Stesso risultato: vi sarete giocati l’account ed i vostri 250 amici, che continueranno a mandarvi maledizioni.
Il tentativo di raggiro più pittoresco, però, è lo Scamming. Figlio della commedia all’italiana, si è ispirato sicuramente a tutti coloro della truffa hanno fatto una vera e propria arte.
Il caso più noto è stato segnalato in Australia, dove sono state già segnalate mail sospette. Secondo me è geniale. Ecco cosa succede. Vi arriva una mail dal vostro migliore amico, che vi dice che ha bisogno d’aiuto urgente perché è rimasto bloccato nella città nigeriana di Lagos dove stava trascorrendo un rilassante week end. Dato che ha speso tutto in donnacce e alcool, gli servirebbero, che ne so, 500 dollari per coprire le spese urgenti e per comprare il biglietto di ritorno, perché ancora non l’aveva acquistato. Il vostro scrupoloso Amico vi fornisce tutti gli estremi del conto corrente sul quale eseguire il versamento. Voi, mossi a compassione per il vostro sprovveduto Amico, trasferite i soldi sul conto corrente che si rivela essere quello di pirati informatici meglio conosciuti come Nigerian 419 scam, che dal 1992 praticano questa tecnica adeguandosi al progresso tecnologico: prima via lettera, poi via mail, e ora con Facebook.
Ora. Vorrei davvero conoscere quei geni sfortunati che avevano un amico che si trovava proprio in Nigeria all’arrivo delle mail incriminate e che gli hanno versato dei soldi senza fargli nemmeno una telefonata. Anzi, se ne conoscete qualcuno, ditegli di aggiungermi su Facebook.
ViolaVic