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Povertà: la speranza è il web

 

Oggi 15 ottobre è la blogactionday, il giorno in cui tutti i blog che aderiscono alla giornata pubblicano un post su un tema preciso sociale e “impegnato”. Il tema dell’anno scorso era l’ambiente e il tema di quest’anno è la povertà (la giornata mondiale della povertà sarà il 17 ottobre).


Viene da chiedersi perché tra il popolo dei blogger si sia sentita la necessità di fare una giornata precisa per parlare del proprio impegno sociale in vari ambiti, e non invece semplicemente scegliere di aderire alle ca. 60 giornate mondiali che già esistono (quella sulla droga, sull’Aids, ecc…).


Forse perché i blog si sono subito distinti quando sono nati e si sono diffusi – ca. nel 1997 - per la particolarità delle informazioni, diverse dagli altri mezzi di comunicazione e per la particolarità del pubblico, che a volte non è quello (è stato così specie all’inizio della loro diffusione) che legge e vede gli altri media.  Quindi anche per certi temi universali come la povertà, la crisi, l’ambiente, i blogger sono convinti di scrivere e dire cose diverse dagli altri.
Tutto dipende dall’argomento dei blog, un blog tematico come il nostro, legato ai new media e alla televisione come può trattare il tema “generico” della povertà? Dando spunti di riflessione piccoli su come si comportano i media generalisti (su quelli abbiamo delle statistiche, sul mare della rete è difficile proprio per la grandezza fare statistiche).


In un rapporto di Medici Senza Frontiere si legge che su 1300 ore di telegiornali italiani solo 15 minuti sono dedicati a questioni come povertà, carestie, conflitti etnici. Cosa che ci risulta strano dato che tutti noi siamo convinti di avere gli occhi pieni come spettatori di bambini denutriti e terre aride.


E’ di quest’anno inoltre la richiesta verso le tv e i giornali del Garante della privacy di nascondere i visi delle persone nei servizi dedicati alla povertà per tutelare la privacy e i diritti anche di persone che vivono a centinaia di Km da noi. “…Queste persone – dice in una nota l’Autorità - vengono spesso ritratte mentre frugano nei cassonetti o in situazioni che rivelano comunque, anche nello svolgimento di normali attività quotidiane, uno stato di indigenza e sofferenza sociale”. Con quale delicatezza ci occupiamo del problema!


Anche il giornalista cattolico Dante Balbo riflette su tale tema, sulla creazione della povertà che fa la tv: “è arrivata la televisione che i poveri li cerca, ci fa i documentari, li sbatte in prima pagina...poveri che sembrano incurabili e quasi un prezzo da pagare per poter cambiare l'auto o comprarsi un nuovo elettrodomestico.”


I medesimi problemi di informazione li hanno tutti i paesi più “civilizzati”: “la lotta contro la povertà, è un problema urgente in America Latina. Tuttavia, sembra che la stampa non lo consideri tale. In Colombia, dove circa la metà della popolazione vive nella povertà, El Tiempo, unico quotidiano nazionale, dedica alla questione lo 0,8 per cento del suo spazio”.


Ma allora cosa possono fare i media tradizionali per fare informazione seria su certi argomenti, e non limitarsi a trasmettere le immagini commoventi e “convenzionali”?  L’unica speranze che rimane è il web?

 

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commenti (2)

Pubblicato da Francesco.Capone 15-10-2008 20:15
Mi sembra riduttivo parlare di povertà in questi termini, si scende come al solito nel banale e nel sentimentalismo. Sembra di sentire mia mamma quando da piccolo non volevo mangiare e mi diceva "pensa ai bimbi dell'africa che stanno senza cibo"... si vabbè pensare anche a loro, ma carissima parlare di povertà vuol dire forse anche guardarsi intorno e pensare che non tutti riescono ad arrivare a fine mese con uno stipendio da precario. anche questa è povertà, che dici??? Come al solito si parla in generale di queste tematiche, come per paura di esporsi!
Pubblicato da citroglicerina 16-10-2008 8:59
caro francesco quello che ho cercato di fare io col mio modesto post è stato proprio quello di uscire dalla solita trattazione dell'argomento povertà, facendo esempi legati a come l'informazione tratta certi temi! mi sembra...ma forse non ho letto bene quello che ho scritto?!? Anche noi qui in redazione abbiamo discusso a lungo su come potevamo parlare della povertà, e avevamo anche pensato di scrivere un post proprio sulla povertà quotidiana di tutti noi, come tu dici: la sindrome della quarta settimana, l'aumento delle persone che si rivolgono alla caritas per avere sostegno per i libri dei figli, la precarietà, l'apertura di supermercati per le famiglie più povere in cui si paga con dei buoni (quest'anno ne è stato inaugurato uno alla Casilina a Roma)...e poi abbiamo optato per questa lettura sui media che E' una maniera di esporsi!

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