«Divieto per i clienti di contattare soggetti dediti alla prostituzione e concordare con gli stessi prestazioni sessuali» e per “tali soggetti” il
«divieto di assumere atteggiamenti e comportamenti e di indossare abbigliamenti, che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio».
È suonata come una cannonata nelle strade della capitale l’infinitamente discussa
ordinanza del primo cittadino romano. Il fatto che siano già fioccate le prime multe è storia già passata alle cronache. Ma le cronache si evolvono e prendono forme inaspettate. Così
Le Iene ne hanno fatta un’altra delle loro e
Elena Di Cioccio, la iena bionda che l’anno scorso si esibì in baci conturbanti sulle piste del moto GP dell’Estoril, martedì ha dato vita ad un interessante esperimento.
Indossando gli “abiti di scena” delle soubrette di
Passaparola,
Scherzi a Parte e di
Drive In, ha sfilato sui marciapiedi di via Salaria – strada romana nota per la consistente “presenza luminosa” di lucciole – ha voluto mettere alla prova l’
applicazione dell’ordinanza antiprostituzione. Come è andata a finire?
Il fermo è scattato immediatamente. La bionda di Italia1 è stata caricata sulla volante della polizia ed è stata portata in commissariato.
Il motivo?
Gli abiti succinti da lei indossati erano un chiaro richiamo all’ “esercizio dell’attività di meretricio”. Chiaramente dopo aver spiegato agli agenti il valore empirico dell’esperimento, è stata subito rilasciata.
Ma un sillogismo nasce spontaneo: se non si può girare per strada con abiti succinti per il forte richiamo alla prostituzione, e in televisione le fanciulle scorrazzano sullo schermo mostrando ogni centimetro della propria epidermide
allora vuol dire che le soubrette…