Udite udite! In Italia c’è ancora qualcosa che progredisce, che si sviluppa, che va avanti! In meglio? Beh, questo è opinabile, ma di questi tempi non è il caso di fare troppo gli schizzinosi! Anche perché, a mio avviso, tutto ciò che si evolve in campo comunicativo è oro colato, indice di crescita, sempre e comunque. Sì, perché è proprio di questo campo che stiamo parlando, e che nessuno dica: “pensavo ti riferissi a qualcosa di più importante”. La comunicazione è alla base di qualunque forma di società, che è a sua volta alla base della natura umana. Così il dizionario Zingarelli del 2009 sembra essersi arricchito di tutti quei termini che, per un motivo o per un altro, sono ormai entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano: da “youtube” a “smartphone”, da “adsl” a “tronista”, da “paparazzare” a “tom tom”. Di questo progresso, la televisione (che quotidianamente siamo i primi a giudicare e mettere al rogo per i contenuti sempre più discutibili) è sempre stata regina, sin dai tempi in cui Mike Bongiorno iniziò a portare (cosa di cui si vanta ancora oggi, ma su cui possiamo dargli ben poco torto) la lingua nazionale nelle case degli italiani. Il suo “Lascia o raddoppia?” fu il principale artefice della diffusione del mezzo televisivo in un paese sconvolto dalla guerra, che iniziò a trovare momenti di aggregazione ed intrattenimento fino a veder finalmente realizzata la trasmissione e la conoscenza di una lingua comune. Ancora oggi, contrariamente a quanto si pensa, la percentuale di analfabeti nel nostro paese non è affatto irrilevante, ma resta il fatto che, come allora, l’intrattenimento televisivo ha il potere di accrescere il linguaggio: chi non utilizza espressioni del tipo “sei connesso?” come sinonimo di “ehi, ci sei? Sveglia!” o “attapirato” per indicare una persona delusa e giù di morale? Qualche anno fa la trasmissione “Mai dire gol” fu artefice, grazie ad uno strepitoso successo che portò in seguito alla realizzazione di una serie di format basati sulla formula del “mai dire…”, di uno scossone linguistico e comportamentale importante. Fece moda, fu un trend, diede visibilità e fama a presentatori, comici, artisti emergenti, ed iniettò nello spettatore una massiccia dose di nuovi termini, tormentoni e personaggi che sarebbero poi rimasti nella memoria. Uno di questi, ideato da Carlo Turati ed interpretato dal mitico Giacomo Poretti (del famosissimo trio Aldo, Giovanni e Giacomo), è ufficialmente entrato a far parte dello Zingarelli 2009! Trattasi dell’indimenticabile….mister….Tafazzi!!! Tafazzi è uno strano omino sopravvissuto per miracolo agli esperimenti nucleari di Mururoa, da cui è tornato sorridente, brioso, e…masochista. Saltella prendendosi energicamente “a bottigliate” i genitali e tutto ciò lo diverte molto! Definito dal suddetto trio come “lo zero comico assoluto”, Tafazzi è oggi, per la lingua italiana, “sinonimo di chi ha un atteggiamento autolesionistico o masochistico”. E aggiungerei: “"Oh-oh-oh, oh-oh-oooh"… |