Negli anni Novanta si afferma un genere musicale che segna una tappa fondamentale nella storia della musica. La parola è stata inclusa nell’Oxford English Dictionary e il fenomeno è stato immortalato in una serie di documentari sul genere. Non so per quale ragione, ma da un paio di giorni a questa parte, nella mia mente ritornano ritornelli e musiche collocabili in quel genere musicale nato in Gran Bretagna che ha visto affermarsi gruppi come i Blur e gli Oasis… il Britpop.  Un genere musicale nato all’ombra della rivalità tra i ragazzacci di Manchester e gli “annoiati” londinesi a partire da una sfida lanciata dal cantante dei Blur, Damon Albarn che nel 1995 affermò che il suo singolo “Country House” avrebbe sorpassato quello dei fratelli Gallagher “Roll with it”. Vinse la scommessa con la vendita di ben 58.000 copie in più rispetto ai rivali londinesi (274.000 copie contro 216.000). Eppure le cose si sono evolute diversamente perché, mentre gli Oasis hanno continuato la scalata verso il successo, seppur con alti e bassi, mantenendo lo stile del britpop, i Blur, a partire dal 1997 hanno cercato di evolversi, di cambiare e di osare, spesso con poco successo. Coffee&tv è un brano contenuto nell’album “13” del 1999 e segna il ritorno al vecchio genere musicale restituendo la musicalità tradizionale dei buoni amati Blur. Gli Hammer&Tongs ne hanno realizzato il video, con tutti gli espedienti per rendere il prodotto facilmente memorizzabile e di piacevole fruizione. Uno degli aspetti chiave del video è la contrapposizione/ collaborazione tra realtà e finzione. La realtà di tutti i giorni, si confronta/scontra con il mondo degli oggetti inanimati (dalle scatole di latte alle lattine di birra che devono stare attente a non essere calpestate) che si animano per dar vita ad una realtà parallela ma nello stesso tempo co-presente a quella degli esseri umani. Si assiste a un ribaltamento prospettico dove non sono più gli individui che guardano al mondo inanimato come meri “strumenti”, ma sono questi ultimi che osservano la quotidianità della gente. La telecamera riprende tanto gli esseri umani quanto gli oggetti dalla stessa angolatura, senza dare l’idea di superiorità/inferiorità di un personaggio rispetto all’altro. La storia racconta la disperata ricerca, da parte di una confezione di latte, di un ragazzo scomparso da casa (che nel video è impersonato da Graham Coxon, chitarrista della band). Le prime inquadrature ci mostrano una famiglia seduta a tavola mentre fa colazione e accanto ad essa la foto di un ragazzo. La macchina da presa allarga il campo e fa capire al fruitore che quella immagine altro non è che la tipica fotografia dei ragazzi scomparsi stampata sulle confezioni del latte.  Poco dopo lo sguardo si sofferma sulla piccola confezione di cartone alla quale spuntano le manine e le gambine, vede la disperazione della famiglia e decide di andare alla ricerca del ragazzo. Esce da casa per iniziare la ricerca, ma non mancano le difficoltà: i bambini cattivi, le lattine usate, le persone che rischiano di calpestarlo… Il video si conclude con il ritrovamento del ragazzo ed il suo ritorno a casa. Un video semplice ma ben studiato, dove la fruizione della musica diventa piacevole, non solo da sentire, ma anche da vedere…
Allora vediamolo insieme!!! Luisab |