Domani alle 21 al Palalottomatica di Roma ci sarà il concerto dei Queen. Anzi, della musica dei Queen perché, parafrasando un fan del gruppo su Youtube, “Freddie was Queen... this is Queen's music, and it still sounds great...”.
Il gruppo, dopo la lunga pausa successiva alla tragica morte dell’indiscusso leader Freddie Mercury, è tornato tre anni fa ad esibirsi con un nuovo cantante, Paul Rodgers. Fatto che ha provocato ovviamente reazioni contrastanti: indignazione da parte dei fan più integralisti, rassegnata accettazione da parte dei moderati e curiosità dagli entusiasti, felici di poter assistere di nuovo alle esibizioni live del famoso gruppo inglese.
Permettetemi di astenermi da qualunque giudizio. In modo estremamente diplomatico dirò soltanto che sarebbe meglio non fare paragoni tra il vecchio ed il nuovo cantante, che possiede indubbiamente una bellissima voce, che vira verso il soul e il blues. Freddie era l’anima del gruppo, un fantastico ed irriverente showman, un trascinatore delle masse.
E poi, quei poveretti di Brian May e John Deacon dopo tutti questi anni avranno pur finito i soldi e, diciamocelo, avranno avuto una terribile nostalgia del pubblico e dei tour.
Nonostante quello che afferma lo Stroncatore, i Queen sono stati un gruppo decisivo nella storia del rock e del videoclip.
Il primo video del gruppo è stato Bohemian Rapsody, del 1975. Al brano, ricco di spunti sonori eclettici che vanno oltre la barriera dei generi, corrisponde un videoclip che tenta di riprodurre la complessità del suono, avvalendosi dell’effetto Caleidoscopio che moltiplica i volti (e le voci) dei membri del gruppo e utilizzando scie luminose colorate che distorcono e allungano le immagini. Il regista Bruce Gowers non badò a spese per la realizzazione del videoclip, che scalò dopo una sola settimana di programmazione la classifica di Top of the Pops, incoronando i Queen di nome e di fatto.

Seguì un clamoroso insuccesso, l’album Hot Space del 1982 che allontanò il gruppo dalle scene per ben due anni. Quando nel 1984 i Queen tornarono alla ribalta lo fecero con un album che venne promosso per due anni in tutto il mondo. Infatti, il 14 e il 15 settembre di quell’anno la band arrivò per la prima volta in Italia e più precisamente al Palazzetto dello Sport di Milano per promuovere The Works.
Con una musicalità rinnovata la band torna all’hard rock dei primi tempi ,anche se non mancano arrangiamenti molto più vicini alla musica disco… E nonostante questo stile, molto distante da quelle che erano state le sonorità dei Queen, i brani di maggior successo di quegli anni possono essere considerati Radio Ga Ga e I Want To Break Free.
Brani di notevole fattura firmati rispettivamente da Taylor e da Deacon e con video realizzati dal regista David Mallet, famoso per aver collaborato anche con David Bowie, AC/DC e con i Kiss.
Radio Gaga è una canzone che si ispira ad alcune parole pronunciate dal figlio di Taylor e parla della radio, della nostalgia di quel mezzo utilizzato come parte integrante della vita familiare. Il brano ha una durata di circa 5 minuti e per la realizzazione del video sono state prese delle sequenza del film Metropolis, del 1927, di Fritz Lang.
Infatti, contrariamente a ciò che si crede, non è la versione restaurata a utilizzare Radio Gaga come colonna sonora, bensì il contrario. Infatti, quando nel 1984 Giorgio Moroder presentò la pellicola di Lang restaurata chiese ai Queen di realizzare una musica che accompagnasse le immagini. La musica in questione era Love Kills e non Radio Gaga. La narrazione in questo caso si intreccia con l’aspetto performativo dove alle sequenze del film si accostano, con un’alternanza discontinua tra immagini in bianco e nero e a colori, le performance live della band con degli inserti di video precedenti, come ad esempio Bohemian Rapsody.
Anche se Freddie domani sera non canterà, siamo certe che la folla, sulle note di “All we hear is… Radio GaGa!” batterà all’unisono le mani e lui sorriderà, ovunque egli sia.
ViolaVic & Luisab