L’autunno è alle porte e, come ogni anno, il cambio di stagione si fa sentire, soprattutto per me che mi considero una “metereopatica cronica”. La giornata di ieri la potrei definire come la classica domenica in cui non sai cosa fare e, visto il brutto tempo, l’unica alternativa era rimanere a casa a fare due chiacchiere con le tue amiche di sempre. Da buona nostalgica il mio pensiero subito si è rivolto al passato, a quando da ragazzina, trascorrevo le giornate uggiose “pre-inizio-scuola” a giocare ai classici giochi indoor, quelli che ti impegnavano tutto il pomeriggio e che erano la disperazione dei genitori che si vedevano mettere a soqquadro la casa nel giro di poche ore. Un must della mia adolescenza, o meglio di quella di mio fratello ma, che per puro e semplice spirito di emulazione e non esclusione dai giochi, diventava anche mio era il famosissimo e divertentissimo Subbuteo.
Un campo di tela verde fissato con il nastro adesivo al pavimento, con due porte di plastica che a stento si reggevano in piedi e 22 giocatori appoggiati ad una base semisferica che permetteva di spostarli solo con un leggero “tocco con la punta del dito”...

Che bei tempi, quando ti divertivi con poco, alle prese con tornei, trofei e giocatori che, colpiti più violentemente, saltavano dalla base e ti costringevano a rimanere con un uomo in meno nel campo oppure eri costretto a sostituirlo con uno di un’altra squadra, perché non esistevano le “riserve”. Ieri, girovagando in rete mi sono imbattuta nella simulazione in digitale del tradizionale Subbuteo sul sito del Sole24Ore (provare per credere) e ho appreso che è stata realizzata anche una versione “portatile” su Nintendo DS.
Il videogame, pubblicato da 505 Games e distribuito dalla Halifax mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso famosa la versione reale. Artematica ha ricreato lo scenario di gioco sfruttando la tecnologia della Nintendo: l’interazione avviene tramite l’uso della stilo sul display (che emula il gesto del “tocco con il dito”), che permette di spostare i giocatori sul campo di azione. L’icona a forma di dito permette di gestire i movimenti della palla, l’angolazione e la potenza del tiro ed inoltre è possibile controllare tutte le fasi della partita attraverso una schermata generale. Si possono creare squadre nuove, dare i nomi ai giocatori e sfidare altre persone in modalità multiplayer tramite la connessione Wi-Fi presente sul DS, organizzando, così come per il gioco tradizionale sfide, tornei o veri e propri campionati ufficiali, con trofeo finale.
Da buona nostalgica che si rispetti non penso che la Nintendo trovi in me un potenziale cliente, perché non credo sia possibile sostituire il piacere di una “partita dal vivo” in compagnia, preceduta dalla fase di allestimento campo e dalla scelta delle squadre. E’ vero che la tecnologia fa passi da gigante e bisogna essere aggiornati, ma in questo caso devo ammettere che preferisco restare al “passo d’uomo” (magari quello delle pedine "sempre-in-piedi”) del Subbuteo vecchio stile.
Luisab |