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Web2.0; Società mutevole |
La gente del web2.0 è smart, cool, yeah. Manda messaggi su skype e ha mille emoticons per messenger. Youtube è il suo pane quotidiano. Netlog o badoo poi, sono le piazze sulle quali va a parlare. Facebook e i blog, strumenti necessari per sentirsi veramente connessi.
Ma la gente del web2.0, quella che ci lavora e lo respira è giovane e attaccata ad un concetto. Un concetto intorno al quale si è creato un mondo complesso. Un mondo che si regge su un punto fondamentale: L’utente.
Dai blogger ai vlogger il passaggio è stato veloce. Da youtube alle videocommunity tematiche anche.
La gente del 2.0 si affanna nella ricerca dei contenuti. Li produce. O semplicemente li “scova” e li veicola sui canali di diffusione.
Ma la gente del web2.0, partita a velocità supersonica, si sta fermando a pensare. Pensare? No questo non fa molto duepuntozero. Fa molto umano però.
Nasce una discussione sui contenuti. Qualche tentativo per cercare di mescolare i generi è stato portato avanti. Ad esempio Italia uno con Talent 1 porta in tv i video presi dal web. Così altri network televisivi mandano in onda materiale dalle videocommunity.
Ma perchè io (spettatore) dovrei essere interessato alla qualità sgranata tipica del web ma trasportata in tv? Oppure, per lo stesso motivo, perchè dovrei interessarmi ad un contenuto dedicato ad altro medium (come un film o una partita) guardandolo sul cellulare?
Ecco. La gente del webduepunto zero comincia a chiedersi questo, I teorici spesso parlano di contenuti user generated (creati dagli utenti). D’accordo. Ma dopo un po’ cosa c’è di nuovo? O perchè dovrebbe essere interessante il veicolo di questi ultimi su piattaforme che piuttosto rischiano di ledere la forza spontanea? Voi, gente del 2.0 cosa ne pensate? |

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