Amici lalli, l'occasione è ghiotta, di quelle che non bisogna lasciarsi scappare.
Per noi nostalgici dei favolosi anni 80, sono sbarcati a Roma i Duran Duran (16 luglio scorso). Simon Le
Bond e tutti gli altri membri del gruppo hanno rappresentato per la nostra generazione gioventù, spensieratezza, “rimorchiate”, ma soprattutto
molti, moltissimi panini con gli hamburger. E’ sì, perchè mentre i nostri eroi cominciavano a far svolazzare le loro chiome mesciate, noi lalli ci “sfondavamo” nei vari fast-food a forza di panini e patatine fritte con extra di salse malsane. La novità di questi nuovi cibi confezionati americani ci pervase a tal punto da far nascere un movimento sociologico e di tendenza:
"i paninari", o come preferivamo chiamarci noi a Roma "i tozzi". Ma non voglio parlare del
movimento degli anni 80, vorrei fermarmi invece sul concerto dei Duran Duran.
Che bello! Ho rispolverato
la mia Lacoste verde, le scarpe da ginnastica All Stars, la cintura El Charro e gli immancabili Levi's 501. Si, vabbè questi erano i marchi per i magri! Noi lalli avevamo delle improbabili imitazioni di questi capi di abbigliamento poichè, come sappiamo, non c'erano le nostre misure.
I nostri Levi’s erano gli "
Oklahoma", marca di jeans dal taglio immondo! Una volta indossati, scolpivano il mio fisico come se fosse quello dell'ippopotamo
Pippo, altra icona riconosciuta di quegli anni; per fortuna che c’è la Lacoste per tutti, mitica griffe lalla per eccellenza!
Entro nella lallo's car pieno di speranza e goliardia e mi metto alla conquista dell' Ippodromo delle Capannelle, luogo deputato per il concerto.
Durante il viaggio comincio a pensare, a riflettere: sarò patetico? Sarò nostalgico?
Ma cosa pensi di trovare Lallo? Tanto lo sai: vedrai qualche decina di quarantenni sfigati, ormai rubicondi e pieni di pappagocia. Gente che come te ha messo su chili e perso capelli. Sguardi persi e inutilmente speranzosi di ritrovare le ore spensierate che ci riportino alla nostra gioventù seppure per poche ore.
Pochi ex “tozzi” seguiti da figli e mogli che non hanno nessuna voglia di vedere quei 4 ragazzi inglesi anche loro ormai incicciottiti quanto spelacchiati che come molti artisti di quella generazione fanno un ultimo, tristissimo quanto patetico tentativo per non imboccare il viale del tramonto.
“Una volta in fondo alla strada, voltare alla prima a destra e quindi arrivate nella sterminata piazza dei ricordi e del dimenticatoio”- questo sembra dire la voce del navigatore satellitari. Vabbè tanto oramai i biglietti li hai in tasca, tanto vale fare un salto per vedere di che si tratta.
Arrivo nei pressi dell'ippodromo, un traffico bestiale, ma non sento i soliti clacson inferociti o spazientiti.
No, vedo delle belle facce allegre...tante facce allegre...tantissime facce allegre: almeno 10 mila! Con insolita compostezza riesco a parcheggiare la macchina e scendo, mi guardo intorno e vedo un popolo di gente colorita e bellissima.
Non ci sono moltissime pance, no! Vedo solo qualche capoccia pelata, ma sapientemente nascosta da cappellini estivi stile anni 80. Non vedo neanche molte rughe e quelle che ci sono delle
rughe per così dire “giovanili”, di “espressione” potremmo dire. Una marea di capocce che a passo spedito e quasi danzante al ritmo di “
The reflex” volge verso l'ingresso dell'arena. Wow! Siamo bellissimi! Siete bellissimi amici miei. E le ragazze? Forse non me ne ero reso conto ma la nostra generazione deve avere un qualche gene conservativo particolare!
Ammazza quanto siete bbone!!!!!! Wow! Sì! Siamo noi! Vivi, vegeti ed ancora con tanta voglia di vivere e godere. Fantastico! Il concerto inizia e
i 4 ragazzacci sfoggiano una invidiabilissima forma fisica e per autocitarsi, sfoggiano persino una meravigliosa capigliatura mesciata. La grinta di Simon è quella di sempre, sia nella “personalità” della voce che nella padronanza del palco. Gli altri componenti sono baldanzosi e come lui in grandissimo spolvero. Si divertono e si vede.
Due ore di grande musica e spettacolo di luci, un pubblico (noi) in visibilio. Urla, salti, battiti delle mani ma soprattutto danze e balli. Che meraviglia, amici lalli è un sogno! E’ la dimostrazione che se stuzzicata la generazione degli anni '80 c'e' e si fa sentire. Bellissimo! Alla fine quando si riaccendono le luci dell'arena scorgo facce esauste, sudaticce ma felicissime. Le voci dei racconti e delle emozioni appena provate sono vive.
Dove siamo amici lalli? Siamo qui! Bello, davvero bello ed emozionante, credetemi. Ma la cosa più bella è che tra tutte quelle emozioni incontrollabili, l'urlo che si evinceva tra la folla era uno ed uno solo:
"Aho', e mo 'nd'anamo a magnasse 'na bella pizza co' 'na birra"? (la notte è ancora giovane…) Meraviglia delle meraviglie! Duran Duran, band lalla per eccellenza, se non nel fisico, nella mente: questo conta!